Si uccide a 12 anni per colpa dei bulli, denunciata scuola: “L’hanno costretta ad abbracciarli”

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“La scuola aveva un obbligo molto basilare: mantenere i suoi giovani studenti al sicuro, invece non lo hanno fatto e quando nostra figlia ha denunciato i bulli le hanno consigliati di starsene in disparte e poi addirittura di abbracciarli”, è la denuncia dei genitori della piccola Mallory Grossman, la ragazzina statunitense che si è tolta la vita a 12 anni per colpa dei bulli. Ora, ad un anno di distanza da quel tragico fatto, la mamma e il papà, Dianne e Seth Grossman, infatti hanno chiamato in causa le autorità scolastiche responsabili dell’istituto frequentato dalla ragazzina, il Rockaway Township Board of Education sostenendo che la Copeland Middle School non ha intrapreso azioni significative riguardo al bullismo nonostante le ripetute lamentele della famiglia.

SI UCCIDE PER I BULLI

Secondo l’accusa, Mallory Grossman si è tolta la vita “dopo che le ripetute richieste dei suoi genitori non sono state ascoltate”. La famiglia sostiene che la scuola non è riuscita ad attuare politiche per conformarsi allo statuto anti-bullismo dello stato e che addirittura i funzionari scolastici hanno consigliato loro di non presentare un reclamo formale dopo le prime proteste. Secondo i genitori, i funzionari scolastici avrebbero suggerito a Mallory di pranzare nell’ufficio di orientamento anziché in sala mensa per evitare i suoi molestatori e alla fine avrebbero costretto al 12enne ad abbracciare i bulli in un apparente e maldestro tentativo di riconciliazione.

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