“Quest’uomo è Hitler, ha ingannato il mondo per quasi trent’anni”. Le rivelazioni di un giornalista argentino: “Navi tedesche e una montagna di denaro, è tutto vero”

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Adolf Hitler è morto nel 1984 in Brasile, anzi no nel 1971 in Paraguay. Continuano le leggende metropolitane sulla fine del Fuhrer piuttosto sulla sua presunta fuga in America Latina. Qualche tempo fa, Simoni Renee Guerreiro Dias, una studentessa post-universitaria e scrittrice brasiliana, ha pubblicato un saggio in cui sostiene che il Führer morì in incognito nel 1984 in una piccola città al confine tra il Brasile e la Bolivia. La prova è fotografica: Hitler avrebbe vissuto nella piccola città di Nossa Senhora do Livramento, a 30 km dalla capitale dello stato Cuiaba, e sarebbe stato immortalato ormai anziano in compagnia di una giovane donna del luogo.

 

TEORIA CONTRAPPOSTA

Un’altra è la teoria del giornalista argentino Abel Basti, autore di libri d’inchiesta quali Bariloche Nazi, Hitler en Argentina, El Exilio de Hitler, pubblicato in Italia da Eden Edizioni. “Hitler è morto in Paraguay il 3 febbraio 1971”. La tesi è che gran parte delle gerarchie naziste siano sfuggite al processo di Norimberga, proprio rifugiandosi in America Latina. “È un puzzle di cui abbiamo, ormai, quasi tutte le tessere”.

 

UNA SERIE DI DOCUMENTARI

Un documentario, fatto di testi, documenti e foto in cui riveliamo che il Paraguay è stata l’ ultima tappa della vita di Hitler. Si comprende anche in quali circostanze sia stato possibile quanto accaduto”. Ma c’è di più Abel Basti rivela anche che il corpo del Fuhrer è in una cripta in Paraguay, sotto un hotel di Asunción. Qui si sarebbe celebrato il funerale, alla presenza di una trentina di persone rimaste fedeli ad Adolf Hitler anche durante la “latitanza”.

 

IL MISTERO DI HITLER
Insomma, la latitanza dei nazisti sarebbe avvenuta con la complicità del leader giustizialista argentino Perón, ammiratore di Mussolini, e il flusso di denaro dalla Germania all’Argentina. Il giornalista spiega di aver anche chiesto di esaminare “il frammento di cranio conservato per mezzo secolo al Museo della Guerra di Mosca” e che gli sarebbe stato risposto che nel 2006 era stata effettuata dalle autorità russe l’autopsia, secondo la quale si tratta “di una donna di circa trent’anni. Dato confermato da test incontrovertibili della Harvard University”. Tra illazioni e dati che cercano conferme, una domanda rimasta sempre senza risposta è questa: davvero quel cadavere trovato carbonizzato il 30 aprile 1945 è quello di Adolf Hitler?

 

FONTE: Siamorimastisoli.com

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