Di Maio: “Il lato oscuro dello Stato rema contro di noi, ci attacca diffondendo menzogne”

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Anche il leader del Movimento 5 Stelle difende il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, e attacca i burocrati dei ministeri, sottolineando che “il lato oscuro dello Stato” starebbe dando addosso al Movimento 5 Stelle in quanto “non crede neanche minimamente di poter avere qualche garanzia da noi”. In una lunga lettera inviata ai parlamentari eletti con M5S e diffusa su Facebook, Luigi Di Maio spiega: “Siamo chiamati a fare una scelta molto più importante: dobbiamo decidere se avere il coraggio di stravolgere gli schemi e superare i dogmi del passato, oppure adeguarci a quello che i parrucconi di questo Paese sostengono, nulla di quello fatto negli ultimi 20 anni”.

 

LA LETTERA SCRITTA

“Vi scrivo dopo essere appena rientrato dalla mia missione in Cina dove abbiamo firmato accordi importanti per le nostre imprese che esportano made in Italy e per gli investimenti futuri dell’Italia. Sono giorni importanti per il nostro Governo perché siamo ad un bivio, è il bivio davanti a cui si sono trovati tutti i governi italiani della storia. E guardate che non c’è da scegliere tra la strada del deficit o quella del rigore. Chi la pensa così sbaglia. Siamo chiamati a fare una scelta molto più importante: dobbiamo decidere se avere il coraggio di stravolgere gli schemi e superare i dogmi del passato, oppure adeguarci a quello che i parrucconi di questo Paese sostengono, nulla di quello fatto negli ultimi 20 anni. Non voglio enfatizzare troppo questo momento, ma gli attribuisco un valore profondo. I Governi del passato si sono sempre compromessi perché sceglievano la via più semplice per se stessi e più difficile per i cittadini: quella delle carte a posto. Io sono dell’idea invece che i rischi ce li dobbiamo prendere noi che siamo all’interno di questi palazzi e non gli italiani. I cittadini hanno tirato già troppo la cinghia in questi anni per essere immolati ancora una volta sull’altare del debito, dello spread, della sobrietà e dei sacrifici. Adesso il coraggio e i rischi ce li dobbiamo prendere noi che siamo istituzione”.

LA DENUNCIA DI MAIO

Proseguendo, Di Maio denuncia: “Il dibattito di questi giorni è surreale, si sta descrivendo il Governo come in lite, al capolinea, in balia delle richieste del Movimento. Invece vi posso dire che tra i membri del Governo tutti vogliamo fare il reddito di cittadinanza, tutti vogliamo fare la flat tax, tutti vogliamo abolire la Fornero e sostituirla con quota 100. C’è però chi rema contro, ovvero una parte della burocrazia dei ministeri. Non voglio generalizzare, ma è chiaro ed evidente che il sistema, negli ultimi 20 anni, ha piazzato nei gangli fondamentali dello stato dei servitori dei partiti e non dello stato. E questo mi preoccupa molto. Ogni volta che facciamo provvedimenti dobbiamo riguardarci sempre bene il testo, perché a volte tra un passaggio e un altro viene cambiato, si modifica, viene stravolto. Quando vi dico che c’è da preoccuparsi, credetemi. Abbiamo vinto le elezioni del 4 marzo, ma il sistema è vivo e vegeto e combatte contro di noi. Al Governo ci siamo noi e c’è la Lega. Ma se partiti, lobby e burocrati devono scegliere chi combattere, sono tutti d’accordo con il ‘dagli addosso al Movimento 5 Stelle sempre e comunque’. Il lato oscuro dello Stato non crede neanche minimamente di poter avere qualche garanzia da noi. Questo ci deve rendere orgogliosi, ma ci deve far tenere sempre alta la guardia”. 

 

REMARE CONTRO
“Voi parlamentari state facendo un lavoro enorme, in questo esercito siete la prima linea, quella che si trova a contatto con i territori e allo stesso tempo deve ingoiare l’odio e l’ipocrisia delle opposizioni in Aula. Abbiamo ammaccato questo sistema decine di volte con vittorie storiche che nessuno mai ci riconoscerà. Ma dobbiamo combattere ancora per forare la corazza, perché sono ancora molto forti ed hanno una grande capacità di infiltrarsi tra di noi. Questo tipo di attacchi che si fonda sulle menzogne negli anni mi ha rafforzato e credo abbia rafforzato anche il Movimento, facendolo diventare a prova di bomba. La corazza indistruttibile l’hanno creata i cittadini italiani, difendendoci sempre contro queste accuse continue. E facendoli sentire in dovere di prendere le nostre difese. Quindi vi dirò: finché si tratta di attaccare i portavoce del Movimento per me non c’è alcun problema. Fa parte del gioco e ci porta anche fortuna. Finché si trattava di mettere me contro Alessandro o contro Roberto o contro Beppe, non davo molto valore a questo giochino. Visto che ci sentiamo ogni giorno e sappiamo che non è vero. Ciò che ritengo inaccettabile invece è che adesso il bersaglio siano diventati i nostri dipendenti della comunicazione. Chiunque vive il Movimento conosce bene l’importanza delle nostre strutture di comunicazione. Sono i migliori perché, in tutti questi anni, si sono inventati ogni giorno metodi alternativi alle tecniche tradizionali per far arrivare i nostri contenuti a milioni di italiani”.

 

MODI ALTERNATIVI

“Qualcuno dice che diamo troppa importanza agli uffici comunicazione e ai loro dipendenti. Qualcuno ci critica dicendo che li paghiamo troppo, (poi quegli stessi sono pronti a massacrarci se li paghiamo poco). La verità è che, sin dai primi tempi della legislatura scorsa, abbiamo dovuto trovare modi e canali alternativi per far arrivare ai cittadini i nostri contenuti, la nostra verità e i nostri successi. Milioni di persone ogni giorno sanno che cosa stiamo facendo, come lo stiamo facendo e i risultati che stiamo ottenendo grazie a queste persone. Il loro è un ruolo difficilissimo. Se i portavoce del Movimento 5 Stelle sono i guerrieri al fronte, coloro che lavorano nella comunicazione sono il nostro genio che aiuta l’esercito ad avanzare ogni giorno, quello che costruisce ponti per far attraversare i fiumi, quello che costruisce gli accampamenti per mettere al sicuro la truppa, quello che ripara i mezzi quando vanno fuori strada. Queste persone negli ultimi tempi sono sotto attacco. Ma a differenza mia e di tutti voi non possono difendersi come vorrebbero. Non possono andare in tv a dire la propria, non possono scrivere post, non possono controbattere ai loro diffamatori, perché sono dei professionisti e non ne fanno una questione di schieramenti, ma di lavoro”.

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